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Discussioni Microbiologiche |
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March 01 DISCUSSIONE DEI DATI MICROBIOLOGICI
La sempre più frequente contaminazione delle acque da parte di liquami di origine umana o animale e, quindi, la possibilità che l'acqua diventi veicolo di diffusione di malattie a trasmissione oro - fecale, ha richiesto la determinazione di parametri microbiologici di riferimento per caratterizzare l'idoneità dell'acqua agli usi richiesti dall'uomo: acque potabili, balneabili, reflue immesse in corpi idrici di superficie, acque usate nelle industrie alimentari, nell'allevamento di molluschi a scopo alimentare, acque irrigue. Nelle acque di lago è normale attendersi un certo grado di contaminazione microbiologica, ed infatti le analisi, seppur condotte a livello esplorativo, rivelano la non potabilità dell'acqua. Infatti, ai sensi del D.Lgs 31/2001 che regolamenta le acque destinate al consumo umano, i campioni analizzati contengono più di 10 UFC a 37 °C e più di 100 UFC a 20 °C. Inoltre, anche le prove sui coliformi e gli streptococchi hanno dato valori positivi. La scelta dei coliformi (totali e fecali) come indicatori dello stato di contaminazione microbiologica dell'acqua è dovuta a diversi fattori: • non sono patogeni, ma la loro presenza indica la possibile coesistenza di batteri patogeni aventi lo stesso habitat; • presentano una lunga sopravvivenza nell'ambiente esterno; • sono riconoscibili con tecniche semplici e veloci. Sono utilizzati come indicatori anche gli streptococchi fecali caratterizzati da una maggiore resistenza nell'ambiente esterno, anche se trattato con disinfettanti a base di cloro. Sono più abbondanti nell'intestino degli animali che in quello umano e, almeno teoricamente, permettono di stabilire l'origine della contaminazione fecale, calcolando il rapporto tra coliformi fecali (CF) e streptococchi fecali (SF) : • CF/SF > 4: contaminazione umana • 2 < CF/SF < 4: " mista , con prevalenza umana • 0,7 < CF/SF < 2: " " ,con prevalenza animale • CF/SF < 0,7: " animale Questi valori sono attendibili se registrati tempestivamente quando avviene l'emissione, altrimenti risultano falsati dalla diversa resistenza ambientale dei batteri considerati. In Italia il controllo delle acque destinate all'uso umano è regolato da leggi specifiche, in attuazione delle direttive comunitarie: DPR 470/82, D. Lgs. 152/99 e 31/2001.
In base alla determinazione dei coliformi fecali (Escherichia coli) viene definito l’indice IFEC, che permette la costituzione di 4 classi specifiche di altrettante condizioni delle acque: • classe I IFEC < 300: ambiente non inquinato • classe II IFEC tra 301 e 2000: ambiente leggermente inquinato • classe III IFEC tra 2001 e 20.000: ambiente inquinato • classe IV IFEC › 20.000: ambiente fortemente inqunato I risultati di laboratorio dei campioni esaminati hanno rivelato la presenza sia dei coliformi (totali e fecali) sia quella degli streptococchi fecali. Purtroppo, come già spiegato nella presentazione dei risultati ottenuti, il conteggio dei coliformi totali e degli streptococchi fecali, non è stato possibile: per la prima volta sono state usate le membrane filtranti, ma la letteratura specialistica alla quale ci si è affidati non era valida. I campioni d’acqua sono stati consumati, ma almeno - con un’indagine bibliografica successiva - si è giustificato l’errore (una quantità d’acqua filtrata eccessiva) e trovata la soluzione (le dosi opportune e l’equazione matematica per il conteggio). Rimane comunque valido il conteggio delle colonie dei coliformi fecali (assenti nella Piscina Porcinai e maggiori di 100 UFC al Moletto). L’acqua della Piscina Porcinai rimane comunque non potabile per l’eccessivo numero di batteri totali, mentre l’acqua nella Loc. Moletto non è sicuramente balneabile (coliformi fecali > 100 UFC).
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